BONDENO (FE) MATTEO SALVINI IN TOUR: «IL MODELLO “BONDENO” E’ VINCENTE, DAL 26 GENNAIO LO ESPORTEREMO IN REGIONE CON FABIO BERGAMINI»!

BONDENO (FE) 06/01/20  . (UFFICIO STAMPA LEGA ) MATTEO SALVINI IN TOU: «IL MODELLO “BONDENO” E’ VINCENTE, DAL 26 GENNAIO LO ESPORTEREMO IN REGIONE CON FABIO BERGAMINI» … VISITA DI SALVINI A BONDENO PER LA FESTA DELL’EPIFANIA! «Bondeno è un modello di forza, di orgoglio, di coraggio, di ripartenza, di ricostruzione e di buona amministrazione – ha detto ieri a Bondeno Matteo Salvini –. Quindi, mi piacerebbe che il modello di buona amministrazione passasse direttamente in Regione. E’ passato in Comune  a Ferrara, ed il 26 gennaio può arrivare anche in Regione e le cose cambieranno da così a così». Il cenno che fa Salvini con la mano è inequivocabile. Soprattutto, perché attorno al “Capitano” c’erano il sindaco di Bondeno, Fabio Bergamini, candidato alle elezioni regionali, e l’attuale primo cittadino di Ferrara, Alan Fabbri, che proprio da Bondeno ha cominciato la sua avventura politica. Fabio Bergamini è l’uomo che secondo il segretario federale del Carroccio può contribuire a portare il nuovo “verbo” in Regione. Salvini ha visitato ieri, durante la festa della Befana a Bondeno, l’Agri-Market aperto proprio sotto il municipio, prendendo confidenza con i marchi

 

“Deco” con cui il Comune ha certificato i suoi prodotti a chilometro zero, che creano indotto e garantiscono la qualità ai consumatori. Poi, il consueto bagno di folla e selfie. Con Matteo Salvini, c’era anche il segretario della Lega Emilia, Gianluca Vinci: «Come Lega, abbiamo puntato da diversi mesi sulle figure dei sindaci, perché rappresentano i territori e sanno quali sono le esigenze dei cittadini. Quella di Fabio Bergamini, assieme ad altre candidature che abbiamo sostenuto in tutta l’Emilia-Romagna – spiega Vinci – rappresenta la volontà di portare in Regione un’esperienza di buona amministrazione del territorio che, a questo punto, dovrà arrivare anche a Bologna: la Regione ha molti poteri, un bilancio importante che supera i 12 miliardi di euro, ma il cittadino non lo sa, perché la Regione non conosce il cittadino. In questo modo, noi cerchiamo di fare funzionare la macchina amministrativa, come già funziona in Veneto e in Lombardia».

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